In questo post ti sveliamo qualche tips che ti aiuterà ad orientarti nel mondo del vino anche se parti da zero.

In un certo senso si sa, scegliere il vino è sempre un’incognita. È un prodotto che compri a scatola chiusa quindi la bottiglia e soprattutto l’etichetta giocano un ruolo fondamentale (per i produttori questo tema sta diventando sempre più importante). L’etichetta è un fattore molto soggettivo, perciò se vuoi fare una scelta consapevole ci sono 3 aspetti che dovresti tenere in considerazione quando compri una bottiglia. In questo post ti spieghiamo la differenza tra vitigni aromatici e vitigni neutri, il significato della parola terroir e perché esistono le denominazioni di origine del vino.
Il nome del vitigno, la zona di produzione e la certificazione sono informazioni presenti spesso in etichetta e un ottimo spunto di conversazione con il sommelier di turno.
Questa è la maggiore distinzione che esiste alla base di un vino. La differenza tra vitigni aromatici e vitigni neutri è il motivo principale per il quale un vino potrebbe piacerti o non piacerti. Alcune volte il vino sviluppa dei difetti ma quando è tecnicamente perfetto definirlo “cattivo” è uno sbaglio. Cerca di capire perché quel vino non ti piace, o al contrario, ti fa brillare gli occhi?
È difficile riuscire a riconoscere il vitigno di origine di un vino che presenta solo aromi di tipo fermentativo è invece più probabile ipotizzarne la provenienza pedo-climatica: ecco perché si parla di terroir.
I vitigni neutri sono la varietà più coltivata nel mondo.
Il termine “terroir” vuol dire “terreno” o “territorio” ma la traduzione letterale è molto riduttiva. Vediamo perché: in sintesi il “terroir” si può riassumere come la somma delle risorse di ogni realtà vinicola e riguarda tutti i fattori che conferiscono ad un vino la sua tipicità. La parola terroir identifica sì l’area di provenienza ma in questa definizione rientrano anche:
Per padroneggiare il concetto di terroir devi partire dal presupposto che la provenienza è il fattore che determina la caratteristiche del vino, perciò il consiglio è di scegliere la bottiglia tenendo sempre a mente questa parola.
Ecco quindi che il terroir è un qualcosa di unico per ogni azienda produttrice di vino.
Man mano che si sale sulla Piramide delle Denominazioni, la qualità del vino sarà più alta e di conseguenza anche il prezzo, ma attenzione un Vino DOCG non è sempre un Vino Premium Price, un prodotto di questo tipo si posiziona nella fascia intermedia e già con 15-20 euro si trovano vini interessanti.
Il primo criterio stabilito dai disciplinari di produzione di vini DOCG è la delimitazione geografica. Nel nostro caso, il Cesanese può essere certificato Cesanese del Piglio DOCG solo se coltivato, vinificato e imbottigliato all’interno dei comuni di Paliano, Piglio, Serrone, Acuto e Anagni.
La logica dietro le denominazioni è tutelare e garantire che un certo prodotto rispetti determinati standard di qualità e tipicità.
Allenarti a riconoscere le denominazioni dei vini, il terroir e i vitigni può essere un ottimo punto di partenza per iniziare a degustare ogni vino di questo complesso e affascinante mondo.


