Cru e Terroir sono i termini legati al vino più in voga del momento. Cosa c’è dietro a questi due francesismi? Vediamolo nel post.

Nella tradizione francese la differenziazione dei vini è basata sul luogo di produzione. Attraverso i concetti di “Terroir” e “Cru” nel post di oggi vediamo perché questa prassi sta diventando sempre più comune anche tra i produttori di vino italiani.
Terroir è una parola di origine francese che come abbiamo visto nel post Un Trucco da Sommelier: tre mosse per decifrare il vino simboleggia il legame tra il vino e il territorio. Nel territorio sono incluse tutte le caratteristiche specifiche del suolo, della topografia, del clima, del paesaggio e della biodiversità. La definizione di terroir è stata approvata dall’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) perché meglio di altre esprime un concetto molto caro a tutti i produttori di vino.
Il concetto di terroir è intimamente connesso alla tipicità e all’identità del vino e del produttore.
Il terroir rappresenta tutte le interazioni della pianta con la condizioni circostanti (suolo, esposizione, microclima), l’esclusiva situazione geografica delle vigne e gli elementi umani e territoriali che partecipano alla creazione del vino.
Cru è un altro importante francesismo simbolo del vino di qualità. La parola Cru indica un particolare legame vigna-suolo. Quando si usa il termine Cru è per sottolineare la qualità dei grappoli d’uva e quindi del vino di un determinata particella di vigneto.
Il concetto di Cru rappresenta la perfetta armonia tra vitigno e ambiente.
Indichiamo come Cru una determinata porzione di vigneto quando è qualitativamente superiore rispetto alle altre perché indipendentemente dall’annata più o meno favorevole riscontriamo sempre la stessa alta qualità della materia prima.